Lo avevamo detto: Thierry Frémaux le avrebbe provate tutte pur di portare qualche grande star hollywoodiana sulla Croisette. E infatti, Cannes 2026 si arricchisce all’ultimo minuto con un titolo pesante: PAPER TIGER di James Gray, in concorso, con un cast guidato da Scarlett Johansson e Adam Driver.

Un colpo internazionale che però non trova risposta italiana. Niente ingresso last minute per Nanni Moretti, come molti speravano. La presenza italiana si riduce così a una partecipazione più defilata: Asia Argento e Monica Bellucci saranno presenti rispettivamente con un cortometraggio e con il film d’apertura della Quinzaine, mentre Laura Samani entra nella giuria di Un Certain Regard.

 COMPETITION

PAPER TIGER – James Gray

 UN CERTAIN REGARD

VICTORIAN PSYCHO – Zachary Wigon

A GIRL’S STORY – Judith Godrèche

TITANIC OCEAN – Konstantina Kotzamani (opera prima)

ULYSSE – Laetitia Masson (film di chiusura)

CANNES PREMIERE

THE END OF IT – Maria Martinez Bayona (opera prima)

MARY MAGDALENE – Gessica Généus

AQUI – Tiago Guedes

MARIAGE AU GOÛT D’ORANGE – Christophe Honoré

SI TU PENSES BIEN – Géraldine Nakache

SPECIAL SCREENINGS

SPRING – Rostislav Kirpičenko (opera prima)

ASHES – Diego Luna

TANGLES – Leah Nelson (opera prima, animazione)

LE TRIANGLE D’OR – Hélène Rosselet-Ruiz (opera prima)

GROUNDSWELL – Joshua e Rebecca Tickell (documentario)

 FAMILY SCREENING

LUCY LOST – Olivier Clert (opera prima, animazione)

 Il manifesto: il ritorno di Thelma & Louise

A 35 anni dalla loro apparizione sulla Croisette, il Festival sceglie di celebrare Thelma & Louise come immagine ufficiale di Cannes 2026. Un ritorno iconico che va oltre la nostalgia.

Il film di Ridley Scott, presentato proprio a Cannes nel 1991, resta ancora oggi un simbolo potente di emancipazione e libertà. Thelma e Louise non sono solo personaggi: sono un gesto politico, un’esplosione narrativa che ha ribaltato gli stereotipi di genere nel cinema.

L’immagine scelta – in bianco e nero, tratta dal set – mostra le due protagoniste nella loro fuga: una Ford Thunderbird decappottabile, il sole dell’Arkansas, lo sguardo rivolto oltre l’orizzonte. È un’icona che continua a parlare al presente.

All’epoca, il film – scritto da Callie Khouri (Oscar nel 1992) – scosse pubblico e critica, diventando rapidamente un cult generazionale. Anche grazie alle interpretazioni di Geena Davis e Susan Sarandon, e alla colonna sonora di Hans Zimmer.

Oggi, Cannes recupera quella forza simbolica per ricordare quanta strada è stata fatta — e quanta ne resta ancora da percorrere.

 

 La giuria Un Certain Regard

Sarà Leïla Bekhti a presiedere la giuria di Un Certain Regard alla 79ª edizione del Festival di Cannes. Una scelta che conferma la volontà del festival di affidarsi a figure capaci di coniugare sensibilità artistica e sguardo contemporaneo.

Accanto a lei, una giuria internazionale e variegata: la produttrice senegalese Angèle Diabang, il compositore libanese Khaled Mouzanar, la regista italiana Laura Samani e il cineasta francese Thomas Cailley.

Un Certain Regard si conferma così una delle sezioni più vitali del festival, dedicata alle nuove voci del cinema mondiale e alle opere più audaci.

La selezione è completa. Ora può davvero partire il conto alla rovescia verso il 12 maggio. Cannes 2026 è pronto ad accendersi.

Articolo precedenteMichael – Recensione del film di Antoine Fuqua con protagonista Jaafar Jackson
Roberto Sapienza
Non chiedete ad un nevrotico egocentrico  di scrivere la proprio bio. Sono Roberto Sapienza, sono un diversamente  ignorante. Leggetemi e forse capiremo chi sono

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui