Approdare alla lettura dei romanzi di Gianluca Ferraris (il secondo completato postumo dall’amico Franco Vanni) richiede innanzitutto un atto di “pulizia” mentale: bisogna dimenticare il Lorenzo Ligas televisivo interpretato da Luca Argentero. Sebbene la serie TV abbia il merito di aver portato il personaggio al grande pubblico, le differenze sono sostanziali, quasi radicali.

​Il Ligas letterario è un uomo ruvido, ammaccato, profondamente calato in una Milano livida che non perdona; è decisamente meno “piacione” della sua controparte televisiva. La sua cacciata dallo studio di cui era socio non è provocata dalla scoperta, da parte del socio Michele, della relazione extraconiugale con sua moglie. Nel libro, Ligas non avvierà un nuovo studio, né prenderà come quasi-socia una praticante. Infine, la ruvida e onesta sostituto procuratore Annamaria Paritore non è mai stata l’amante di Ligas ai tempi dell’università, bensì è rimasta la migliore amica dell’ex moglie Patrizia, trasferitasi in Svizzera con la figlia in cerca di nuovi sbocchi lavorativi.

​Il Lorenzo Ligas letterario è un tassello perfetto della sua cornice narrativa: la Milano di oggi.

 

 

Titolo :​ Un caso complicato per l’avvocato Ligas :PERDENTI –Autore: Gianluca Ferraris – Editore: Corbaccio  -Pagine: 315 – Prezzo: 18,00 €

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​ Trama

Lorenzo Ligas è un avvocato penalista brillante, forse il più geniale sulla piazza di Milano, ma la sua vita è andata in frantumi. È un disastro e lo sanno tutti. I suoi soci lo allontanano perché ha smarrito definitivamente il confine tra dovere e piacere. Tuttavia, non può smettere di lavorare e sceglie i casi che nessuno vuole: quelli già decisi dal pregiudizio e dal rumore dei media.

​Mentre cerca di restare a galla tra guai privati e demoni personali, bussa alla porta un caso che puzza di bruciato: un poliziotto ucciso, un ex cantante sul banco degli imputati e una rete di testimoni che spariscono. Ligas cerca la crepa dove tutti vedono un muro.

​1. Il ritratto di un avvocato anticonformista: tra fatturato e dipendenze

In questo primo capitolo, la realtà è brutale. Ligas è stato messo in “stand-by” dai soci Michele e Paolo per il calo del fatturato legato al suo alcolismo. In una metropoli che corre e fattura, il talento non basta se non produce numeri. Lorenzo è un uomo solo: divorziato, vive una quotidianità segnata dalla dipendenza e da una solitudine che solo l’ombra di Daniela, la sua fidata hacker, riesce in parte a colmare. C’è solo un uomo e la sua abilità dialettica, spesa più per tirare fuori la gente dal fango che per cercare una Giustizia astratta.

​2. La corruzione del sistema

Ligas accetta la difesa di una ex celebrità, un caso spinoso mediato dalla sua rivale e amica Annamaria. Qui emerge il vero volto del noir di Ferraris: un’indagine che profuma di poliziesco americano ma batte nel cuore dei palazzi di vetro di Milano. La soluzione è spiazzante: il colpevole perfetto è un innocente incastrato da un poliziotto corrotto. Ligas scoperchia un calderone di abusi di potere, muovendosi con stratagemmi poco ortodossi in un romanzo tosto, dove si vince in aula ma si perde spesso sul piano umano.

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Titolo :​LA MANTIDE – Una nuova indagine dell’avvocato Ligas – Autore: Gianluca Ferraris – Editore: Piemme – Pagine: 283 -Prezzo: 11,90 €

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​ Trama

Quando il telefono squilla di primo mattino, interrompendo lo yogurt post-sbronza e la Settimana Enigmistica, Ligas sa che non sono buone notizie. Vanessa Fagnani, bellissima e terribile manager finanziaria, ha bisogno di aiuto: il suo ultimo appuntamento su Tinder è stato trovato accoltellato. Vanessa è il profilo perfetto per essere gettata in pasto alla stampa. Ligas avverte qualcosa di torbido in lei, ma ne rimane ammaliato e inizia un’indagine personale nei luoghi dimenticati dalla polizia.

​3. Il gioco mortale della seduzione

Nel secondo volume, la discesa agli inferi prosegue. Con la figlia sempre più lontana, Ligas si trova a difendere una donna glaciale accusata di un omicidio post-coitale. Se il primo libro era un legal thriller, questo è un noir psicologico dalle atmosfere torbide. Ligas viene sedotto e manipolato in un mix agonistico di attrazione e sfida professionale. Qui il suo metodo emerge in tutta la sua spietatezza: Lorenzo non cerca la verità, ma un colpevole alternativo su cui puntare il dito. Ma la strategia ha un prezzo altissimo: il suicidio in carcere del sospettato, un evento che scuote persino il suo cinismo.

​4. Il colpo di scena finale: la vendetta silenziosa

Il finale è un capolavoro di ribaltamento. La verità che Ligas non aveva saputo leggere, offuscato dall’alcol e dal fascino di Vanessa, emerge dalle ombre: gli omicidi sono una vendetta pianificata per anni. Dietro la “grande donna” si nascondeva l’efficienza letale di una figura apparentemente marginale, capace di sfruttare i “tempi morti” e la cecità del sistema.

Conclusione

​La forza della scrittura di Gianluca Ferraris risiede nella capacità di raccontare la micro-criminalità che si annida nei grandi studi legali e l’ipocrisia di una società che misura il valore di un uomo solo dal suo conto in banca. Lorenzo Ligas ne esce come un personaggio indimenticabile: uno che “ne sa una più del diavolo”, spericolato e cinico, ma dotato di una vulnerabilità che lo rende profondamente umano.

​Una lettura necessaria per scoprire il lato oscuro della “Milano da bere”, lontano dalle luci dei riflettori televisivi. È un vero peccato che la prematura scomparsa di Ferraris ci abbia privato di altre spericolate indagini dell’avvocato Ligas.

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