Song Sung Blue – Una melodia d’amore è un film del 2025 scritto e diretto da Craig Brewer, basato sul documentario omonimo del 2008 di Greg Kohs con : Hugh Jackman, Kate Hudson, Michael Imperioli, Fisher Stevens, Jim Belushi, Ella Anderson, Mustafa Shakir, Eva Kaminsky, Jayson Warner Smith, Beth Malone.
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Trama:
Ambientato a Milwaukee, il film racconta l’incontro tra due musicisti in difficoltà che cercano di rimettere insieme le proprie vite attraverso la musica.
Mike Sardina (Hugh Jackman) è un veterano del Vietnam, meccanico di giorno e musicista nei circuiti locali di sera. Vive di piccoli ingaggi e lavori saltuari, portandosi dietro rimpianti, sogni irrisolti e una lunga lotta contro l’alcol.
Durante una serata incontra Claire Stengl (Kate Hudson), cantante che si esibisce in tributi a Patsy Cline, madre di due figli e reduce da un divorzio che ha lasciato segni profondi. Tra i due nasce prima un’intesa artistica e poi un legame sentimentale.
Insieme fondano Lightning and Thunder, una tribute band dedicata a Neil Diamond. Un progetto nato quasi per caso che, tra fiere, bar, club e piccoli eventi di comunità, inizia a ottenere un successo inaspettato, offrendo a entrambi una seconda possibilità.

Recensione
Anime spezzate, senza eroismi
Song Sung Blue è prima di tutto il ritratto di due vite stanche. Mike e Claire non cercano la redenzione, né vogliono dimostrare qualcosa a qualcuno. Sono persone fragili che imparano a farsi da “scorta” a vicenda, condividendo palco, silenzi e piccole vittorie.
Ogni concerto si apre con l’urlo liberatorio di Mike sulle note di Soolaimon: più che uno show, è un gesto necessario, quasi terapeutico. Il film funziona quando resta su questo registro intimo e quotidiano.
Jackman e Hudson reggono l’equilibrio
La coppia protagonista è il vero punto di forza del film. Hugh Jackman lavora in sottrazione, lasciando da parte il divismo per costruire un personaggio credibile, stanco ma mai patetico. Kate Hudson sorprende con un’interpretazione più matura del solito, misurata e sincera.
La scelta di dedicarsi a Neil Diamond diventa il motore narrativo della storia: un omaggio sentito, mai ironico, che il pubblico percepisce come autentico. Eppure, proprio qui, il film sceglie sempre la strada più sicura.

Cadute previste, emozioni controllate
Quando arriva il momento della caduta — l’incidente che cambia radicalmente la vita di Claire — Song Sung Blue preferisce accompagnare lo spettatore piuttosto che metterlo in difficoltà. Tutto è trattato con rispetto e misura, ma senza mai spiazzare davvero.
Anche il ritorno a Milwaukee e il canto in parallelo con il vero Neil Diamond restano suggestivi, ma emblematici di un cinema che non osa, che non cerca lo strappo emotivo, che si accontenta di funzionare.
Conclusione
Song Sung Blue è una storia profondamente americana: equilibrata, sincera, mai sopra le righe.
Un film vero, ma mai memorabile, pensato per un pubblico di nicchia più che per le grandi platee.
Una visione da biglietto pomeridiano, che si lascia guardare con piacere e rispetto, senza lasciare il segno.























