Reminders of Him è un del 2026 diretto da Vanessa Caswill, sceneggiatura di Vanessa Caswill e Colleen Hoover, basato sull’omonimo romanzo di Colleen Hoover, con Maika Monroe, Tyriq Withers, Rudy Pankow, Lainey Wilson, Lauren Graham.
Trama
Kenna (Maika Monroe) è una giovane donna che, dopo un tragico errore commesso al termine di una serata con il suo fidanzato, viene condannata al carcere.
Dopo sette anni dietro le sbarre, torna nella sua città natale nel Wyoming con un unico desiderio. Ricominciare e, soprattutto, avvicinarsi per la prima volta alla figlia Diem (Zoe Kosovic), che non ha mai potuto crescere.
Il suo ritorno, però, è tutt’altro che semplice. La comunità l’ha già giudicata e i nonni affidatari della bambina rifiutano ogni tentativo di contatto, alzando attorno alla piccola un muro fatto di dolore e rancore.
In questo percorso fatto di silenzi, colpe e porte chiuse, l’unica mano tesa arriva da Ledger (Tyriq Withers), ex giocatore di football e proprietario di un bar. La sua iniziale compassione si trasforma presto in un sentimento più intenso e tra i due nasce una relazione segreta e rischiosa che li costringe a interrogarsi su cosa significhi davvero proteggere chi si ama.
Tra sguardi, silenzi e un amore materno potentissimo, Kenna è costretta a confrontarsi con i fantasmi del passato. E mentre il mondo intorno a lei sembra deciso a ricordarle solo ciò che ha perduto, la donna scopre che il coraggio di chiedere perdono è spesso il primo passo per ritrovare se stessi.
Perché, a volte, anche dalle ferite più profonde può nascere la speranza di una seconda possibilità.

Recensione
Il diritto al riscatto e il peso del passato
Tutti, in teoria, dovrebbero avere diritto a una seconda possibilità dopo aver scontato una pena. Ma esiste davvero spazio per il perdono e per una vita tranquilla dopo un errore che ha cambiato tutto?
La storia di Kenna Rowan ruota proprio attorno a questo interrogativo: quando una persona finisce davvero di pagare per ciò che ha fatto?
Il film mostra come il pregiudizio possa diventare una prigione altrettanto soffocante di quella reale.
Kenna torna nella città in cui tutto è iniziato perché desidera riprendersi la sua vita. Ha pagato e continua a pagare il conto di un tragico incidente che le ha portato via tutto: Scott, l’uomo che amava, e la possibilità di essere madre.
Accolta come una reietta dai genitori di Scott, che si rifiutano perfino di ascoltarla, Kenna vive una sorta di espiazione continua e dolorosa. Negli anni di detenzione nessuno le è stato vicino. Ha trovato conforto solo scrivendo lettere al compianto Scott in una serie di diari che porta sempre con sé. Nessuno le ha mai mostrato solidarietà per il suo lutto.
Maika Monroe regge il film con grande intensità, offrendo un’interpretazione delicata e credibile. L’attrice riesce a trasmettere tutto il travaglio emotivo della protagonista e a coinvolgere lo spettatore nella vita spezzata di una giovane donna rimasta sola, senza affetti e senza punti di riferimento.

Il cuore emotivo della storia
Il cuore emotivo e narrativo della pellicola risiede in un passaggio centrale, in cui la verità su ciò che accadde realmente il giorno dell’incidente emerge in modo dirompente.
Non si tratta di una semplice rievocazione, ma del contenuto delle tante pagine di diario che Kenna ha scritto per sfogo, indirizzandole proprio a Scott: “Caro Scott…”.
Attraverso queste lettere scopriamo i dettagli della tragedia. La scelta della regia di usare la parola scritta come ponte verso il passato, unita alla capacità della protagonista di incarnare quel dolore, rende il momento estremamente intenso e commovente.
Il senso di colpa e il ruolo di Ledger
Accanto a Kenna troviamo Ledger, il migliore amico del defunto Scott.
Ledger vive un conflitto di lealtà molto forte: al momento dell’incidente era lontano per via della sua carriera sportiva, e questo “vuoto” continua a tormentarlo. È proprio lui il primo a tendere la mano a Kenna, mostrando empatia con un semplice ma potente “mi dispiace” che rompe il muro dell’odio.
Entrambi i protagonisti sono legati da un senso di colpa universale che solo l’amore e il perdono possono iniziare a curare.
Reminders of Him è quindi una storia di resilienza, riscatto e perdono, oltre che un racconto d’amore capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore.
Conclusioni
La regia di Vanessa Caswill è solida e tocca le corde giuste, ricordando per atmosfere e temi film come Il vento del perdono.
Caswill costruisce una storia toccante ed emozionante, mantenendo però un equilibrio nei toni senza scivolare mai nell’eccesso melodrammatico.
Il finale appare forse leggermente allungato. Probabilmente si sarebbe potuto chiudere una decina di minuti prima – ma il messaggio resta forte e chiaro: dopo la solitudine e il silenzio, Kenna scopre di non essere più sola.
L’amore e il perdono diventano le uniche basi su cui poter ricostruire una famiglia e concedersi finalmente una seconda possibilità.
Reminders of Him – La parte migliore di te è un film destinato a un pubblico ampio, non solo ai fan del romanzo di Colleen Hoover. Le tematiche affrontate sono universali e intime: senso di colpa, maternità, perdono e bisogno di redenzione.
Un racconto che parla a chiunque abbia sbagliato almeno una volta nella vita e abbia desiderato, nonostante tutto, una seconda chance.



























