Titolo : Non è la fine del Mondo – Autrice: Alessia Gazzola – Data di Pubblicazione 2 Novembre 2017 – Editore : Universale Economica Feltrinelli – pagine : 219 – prezzo : 8,90
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Trama
Emma De Tessent. Eterna stagista, trentenne, carina, di buona famiglia, brillante negli studi, salda nei valori (quasi sempre). Residenza: Roma. Per il momento – ma solo per il momento – insieme alla madre. Sogni proibiti: il villino con il glicine dove si rifugia quando si sente giù. Un uomo che probabilmente esiste solo nei romanzi regency di cui va matta. Un contratto a tempo indeterminato. A salvarla dallo stereotipo dell’odierna zitella, solo l’allergia ai gatti.
Il giorno in cui la società di produzione cinematografica per cui lavora non le rinnova il contratto, Emma si sente davvero come una delle eroine romantiche dei suoi romanzi: sola, a lottare contro la sorte avversa e la fine del mondo. Avvilita e depressa, dopo una serie di colloqui di lavoro fallimentari trova rifugio in un negozio di vestiti per bambini, dove viene presa come assistente. E così tutto cambia. Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia finalmente allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. Deve tornare a inseguire il suo sogno oppure restare dov’è?

Recensione
Ho recuperato la lettura di questo romanzo di Alessia Gazzola, dopo aver visto la scorsa primavera l’annuncio dell’adattamento cinematografico con protagonista Fotini Peluso, presentato in anteprima al Bifest 2026.
Leggendo la trama ero curioso di capire come l’autrice avesse trattato il collegamento tra scrittori e le produzioni televisive, visto anche il successo ottenuto con l’Allieva televisiva.
Non è la fine del mondo: si è rivelata complessivamente una lettura godibile, ironica, leggera e dotata di un ritmo piacevole, invogliando il lettore a finire il romanzo in poche ore.
Non è la fine del mondo presenta una struttura narrativa ormai consolidata di Alessia Gazzola, con una protagonista femminile, in questo caso Emma, fragile, ingenua ma allo stesso tempo caparbia e determinata nell’inseguire i propri sogni.
Alessia Gazzola, forte dell’esperienza maturata con l’Allieva, conduce il lettore nel mondo delle produzioni cinematografiche alla continua ricerca del successo, cercando in ogni modo di convincere lo scrittore di turno a cedere i diritti del romanzo bestseller.
Il lettore segue le estenuanti trattative, le crisi che si devono affrontare, i costi, i budget, le scelte degli attori cani.
Gazzola pone l’accento sulle differenze esistenti tra produzioni interessate esclusivamente al profitto e quelle rare, alias mosche bianche, ancora interessate alla qualità del prodotto, al punto di stravolgere un romanzo brutto seppure elevato al livello di bestseller.
Emma vive una vita da precaria, sia a livello professionale che sentimentale, dopo la fine della relazione durata 4 anni con Riccardo, uomo sposato e padre di famiglia, vissuta nello scomodo ruolo di amante.
È una storia agrodolce in cui si intrecciano l’amore per la letteratura, per il cinema e, solamente, l’amore romantico che rientrerà dalla finestra nella parte finale, provocando a mio avviso una brusca discontinuità narrativa rispetto al resto della storia.

Alessia Gazzola si conferma un’autrice poliedrica e creativa nello scrivere storie capaci di incuriosire ed emozionare i suoi lettori, ma con questo romanzo spreca in parte il potenziale di raccontare qualcosa di diverso, rientrando nella sua comfort zone autoriale e forzando l’elemento romance.
Il personaggio dello scrittore italo-giapponese Tameyoshai Tessai, eccentrico quanto guardingo nei confronti delle produzioni interessate ai diritti del suo romanzo, incarna in modo efficace i dubbi e le paure che ogni scrittore vive prima di consegnare la propria creatura letteraria per qualsiasi tipo di adattamento.
Gazzola dimostra però altresì di possedere una buona dose di autoironia, descrivendo le paturnie e i capricci degli scrittori nel dettare le condizioni più assurde a chiunque si proponga per l’acquisto dei diritti.
Non è la fine del mondo offre uno sguardo inedito, sincero, sul dietro le quinte del mondo editoriale e cinematografico, piuttosto veritiero sulla quasi impossibile coabitazione tra bellezza e avidità del profitto.
Emma De Tessent è una stagista tenace che si sforza di tenere fede ai propri principi e al proprio gusto creativo, consapevole d’essere una mosca bianca come lo è Pietro Scalzi, alias il Produttore. È inevitabile che tra i due personaggi, accomunati da questa visione, scatti un’assonanza: un sentimento che si palesa lungo tutto il romanzo, ma che accelera bruscamente nella parte finale, quasi che Gazzola volesse addolcire un racconto altrimenti critico.
Conclusione
Non è la fine del mondo è una lettura piacevole, fresca, senza pretese autoriali, adatta per questa calda estate, ma con il rammarico di non aver spinto fino in fondo la linea narrativa sulle produzioni. In fondo, anche Alessia Gazzola non poteva né voleva prendere le distanze dal mondo televisivo che le ha regalato, e le regala, soddisfazioni anche economiche. Quella sì che sarebbe stata la fine del mondo.
Dalla stessa Autrice : Miss Bee e il cadavere in biblioteca
: Miss Bee & il principe d’inverno
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