Missione Shelter è un film del 2026 diretto da Ric Roman Waugh, sceneggiatura di Ward Parry, con : Jason Statham, Bill Nighy, Naomi Ackie, Harriet Walter, Daniel Mays, Billy Clements, Bronson Webb, Bally Gill, Bodhi Rae Breathnach.
Trama:
Mason è un uomo che ha scelto di sparire. Vive isolato su una remota isola scozzese, dove lavora come guardiano di un faro e tiene il mondo a distanza. Un giorno, durante una violenta tempesta, salva una giovane ragazza caduta in mare. Quel gesto, istintivo e umano, rompe l’equilibrio che Mason aveva costruito.
Il salvataggio lo espone agli occhi del mondo e riporta a galla un passato che credeva sepolto: Mason è un ex militare d’élite che anni prima si è rifiutato di eseguire un ordine illegittimo. Ora, per proteggere la ragazza, sarà costretto a uscire dall’isolamento e affrontare chi non ha mai dimenticato quel rifiuto.
Missione Shelter è un racconto di sopravvivenza e redenzione, dove la lotta non è solo fisica, ma anche morale.

Recensione
Il film “alla Statham”, nel bene e nel male
Esiste ormai un sottogenere ben codificato: il film alla Jason Statham. Missione Shelter ne rispetta ogni regola. Qui Statham interpreta Michael Mason, ex soldato delle forze speciali che vive in un auto-esilio punitivo dopo aver detto “no” a un ordine feroce e illegittimo.
La sceneggiatura è esile e lo sa. A tenerla in piedi è quasi esclusivamente la fisicità dell’attore: pochi dialoghi, molti silenzi, un corpo che racconta più di quanto faccia la parola. Il rapporto protettivo con la giovane Jessie — un’orfana che cerca di scalfire la sua corazza emotiva — diventa il motore morale della storia.
Quando Mason salva la ragazza durante la tempesta e viene ripreso dalle telecamere, il film abbandona la quiete iniziale per trasformarsi in una caccia all’uomo.

Eleganza contro tecnologia
Il cast di supporto prova a dare una patina di prestigio all’operazione. Bill Nighy interpreta l’ex capo dei servizi segreti con la sua consueta eleganza, ma il personaggio resta più simbolico che incisivo: è il volto di un potere rancoroso, ferito da quel rifiuto di dieci anni prima.
Naomi Ackie, invece, incarna la nuova intelligence: fredda, tecnologica, algoritmica. Il suo confronto con Mason è più ideologico che narrativo, un vecchio mondo che combatte il nuovo senza che il film approfondisca davvero il conflitto.
Azione senza sorprese
Le coreografie sono chiare, fisiche, prive di fronzoli. Funzionano, ma non sorprendono.
La sensazione è quella di un film che scorre via senza inciampi, ma anche senza veri scarti narrativi. Nessun colpo di scena, nessuna deviazione.
Top & Flop
TOP:
– La presenza scenica di Statham
– L’ambientazione cupa e ostile dell’isola
– Il garbo di Bill Nighy, anche in un ruolo limitato
FLOP:
– Sceneggiatura prevedibile
– Personaggi secondari poco approfonditi
– Il rischio concreto di un protagonista ormai “fotocopia”
Conclusione
Missione Shelter è un film che intrattiene senza ferire. Funziona per chi cerca l’eroe solitario contro un’ingiustizia più grande di lui, ma lascia un retrogusto amaro per la totale mancanza di originalità.
Jason Statham resta efficace, ma sempre più prigioniero di un’immagine che non evolve. Continuare su questa strada significa rischiare la caricatura di sé stesso. Forse è il momento di cambiare rotta, prima che anche il faro smetta di illuminare.



























