Titolo : La donna nel pozzo – autore : Piergiorgio Pulixi – Editore : Feltrinelli -Data di Pubblicazione : 24 settembre 2024 – pagine : 292 – prezzo : 18,00
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Trama
Capita a Cristina Mandas di dimenticare il compleanno del marito. Che vuoi che sia. Invece, la svista è il primo scricchiolio di una vita che sta per andare in frantumi. Perché a quarant’anni Cristina non è la maestra, la moglie, la madre, stimata e ben voluta dalla comunità di quel paesino sardo in cui si è trasferita tempo prima. Dietro la cortina di un’esistenza comune, custodisce un segreto che deve rimanere sepolto nelle profondità di un pozzo. E così è stato, almeno fino a un particolare colto di sfuggita, fino a quella dimenticanza. Qualcuno, però, si è accorto che Cristina non è più la stessa, che è sul punto di cedere. Qualcuno rimasto nell’ombra a spiarla per anni.
Lorenzo Roccaforte è stato uno degli scrittori più amati d’Italia e ha anche vinto il Premio Strega. Ora che il successo è volato via a causa della sindrome da pagina bianca, si ritrova ad aver mancato lo status di “solito stronzo”, lui che puntava a rimanere un “venerato maestro”.
Ermes Calvino ha un cognome di peso, nessuna parentela con il grande Italo e un abbonamento premium coi guai. Generoso, legatissimo alla madre e alla sorella, è anche uno sconosciuto scrittore di talento. Diversi come il giorno e la notte, Roccaforte e Calvino diventano gli involontari contraenti di un patto diabolico: Ermes scrive i romanzi che Lorenzo firma. Lo chiamano ghostwriting. L’ideatore del piano è Arturo Panzirolli, un ex galeotto che in carcere ha avuto l’idea del secolo: diventare editore! Sotto la regia di Panzirolli, un Roccaforte senza più speranze è ritornato sulla scena come autore di thriller e podcaster true crime. Scrittore e ghostwriter si ritroveranno in Sardegna a indagare sulla morte di Cristina Mandas e su un misterioso delitto di trent’anni prima, che sconvolse l’isola.

Recensione
Piergiorgio Pulixi continua a stupire in positivo. Sto recuperando tutti i suoi romanzi e si conferma davvero un giallista di primo ordine.
Il mondo dell’editoria è di per sé una giungla, dove gli editori sono spesso uomini avidi e unicamente interessati al profitto. Gli scrittori sono costantemente alla ricerca dell’idea creativa giusta, frequentemente in crisi e preda della vanità. E poi ci sono i ghostwriter, persone di talento che non hanno la fortuna di trovare un editore o il coraggio di pubblicare e che, per vivere, prestano la propria penna ad altri scrittori, sfruttandone il nome.
Questa è la tematica che Piergiorgio Pulixi utilizza come cornice narrativa del suo nuovo giallo, ambientato ancora una volta in Sardegna. Si parte proprio dal mondo dell’editoria con Ermes Calvino — Calvino è il cognome, ma non è un parente — e Lorenzo Roccaforte, un ex vincitore del Premio Strega caduto in disgrazia, costretti entrambi dai debiti e da vicende giudiziarie a lavorare per un editore, Arturo Panzirolli, un ex galeotto venale e privo di scrupoli, interamente votato al denaro e con un passato che pesa sullo stomaco.
Alla ricerca dell’idea giusta e di un nuovo romanzo thriller da pubblicare, Ermes Calvino si imbatte in una lettera che segnala un caso di suicidio avvenuto alla fine degli anni ottanta e che potrebbe interessarli. Così la coppia parte per l’isola per fare luce su un mistero che sarà presto avvolto da nuovi omicidi e suicidi.
Il romanzo funziona soprattutto grazie all’alternarsi dei dialoghi tra Calvino e Roccaforte, che incarnano il dualismo tra idealismo e cinismo. Pulixi inserisce in modo efficace l’ambientazione sarda: un’isola cupa, selvaggia, oscura, omertosa e povera, che fa da specchio perfetto alla vicenda. Il backstage del mondo editoriale si intreccia con la Sardegna classica dei gialli, inserendo temi delicati come la prostituzione minorile e molto altro.
Il libro è un thriller venato di commedia nera: gli scambi tra Ermes Calvino e Roccaforte sono inquietanti, spietati e cinici, un vero e proprio scontro tra l’idealismo di Ermes e il disincanto di Roccaforte. Un cinismo che, tuttavia, scopriremo celare un dolore profondo e un senso di colpa destinati a spiazzare il lettore nel finale con un colpo di scena.

È un romanzo mai banale, caratterizzato da un grande ritmo costante e da un forte pathos. Al centro della storia troviamo questa insolita coppia: Roccaforte, il classico scrittore vanesio, e l’idealista ghostwriter Ermes Calvino, che cerca di saldare i debiti della famiglia e di aiutare la sorella minore tossicodipendente.
Ciò che sorprende è che il finale non si concentra su Ermes, come ci si aspetterebbe, bensì su Roccaforte, svelando il perché del suo personaggio, costruito su un doloroso passato familiare — non svelo altro per non rovinare la sorpresa.
Lo stile di Pulixi è puntuale, efficace e mai dispersivo. La donna nel pozzo è un giallo che tocca e scuote, perché non tutte le verità vengono a galla, emergendo solo parzialmente e lasciando un sapore agrodolce. In conclusione, questo romanzo conferma la straordinaria capacità di Pulixi di creare connessioni, incuriosire e lasciare il lettore con sentimenti contrastanti.
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