La Banda Muta è un cortometraggio scritto e diretto da Alessia Bottone , con : Piero Nicosia, Adele Abballe, Nadia Perciabosco, Giovanni Galati, Chiara Barbagallo e Gaetano Lizzio.

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Trama

La banda muta, nuovo cortometraggio di Alessia Bottone — già menzione speciale ai Nastri d'argento 2021 per La Napoli di mio padre — è ispirato al racconto omonimo di Gaetano Savatteri, contenuto nella raccolta I ragazzi di Regalpietra. Prodotto da Stefania Balduini per Pistacchio Film, ha vinto il bando Nuovo IMAIE 2025, classificandosi quarto su quasi trecento partecipanti.

Il protagonista è Manfredi (Piero Nicosia),  l'uomo chiamato a dare l'ultimo saluto all'amico fraterno Elio, scrittore scomparso improvvisamente. Al funerale, però, il cordoglio lascia presto spazio alla mondanità: tra i presenti c'è chi si scatta selfie, chi chiede autografi, chi coglie l'occasione per proporre affari.

Recensione

C'era una volta un tempo in cui, di fronte alla morte, si tributava un rigoroso silenzio. Il capo chino, in segno di rispetto, e la presenza composta al funerale rappresentavano l'estremo omaggio per l'ultimo viaggio di un caro defunto.

Quel momento aveva una valenza profondamente religiosa ma anche laica, poiché serviva a misurare quanto di buono un uomo avesse lasciato dietro di sé nel corso della sua vita.

Non è un caso che La Banda Muta si apra proprio su questo smarrimento, prima ancora di entrare nella finzione: immagini reali dei funerali di Papa Francesco e di Maurizio Costanzo, fino al fotogramma in cui qualcuno chiede un selfie a Maria De Filippi davanti alla bara del marito. Alessia Bottone fa parlare le immagini, senza bisogno di commentarle: bastano da sole a mettere a nudo il cortocircuito tra l'esserci e il partecipare sinceramente, tra la presenza fisica e quella che dovrebbe essere una vicinanza autentica al dolore altrui.

Da lì in poi, la vicenda di finzione di Manfredi al funerale di Elio non fa che replicare in scala privata lo stesso meccanismo visto in apertura: gente in fila non per pregare, ma per esibire la propria presenza. Un vero e proprio show business che fa da contraltare alla tradizione ormai perduta delle "bande mute" siciliane.

È proprio qui che il corto diventa narrativamente efficace e incisivo: è un'opera tanto malinconica quanto giustamente dissacrante nei confronti di un pessimo costume contemporaneo.

Nel microcosmo della funzione, il funerale si trasforma in un'occasione social, buona per fare conoscenze o persino affari. Emblematica è la figura del rozzo aspirante scrittore che si spinge fino all'invadenza di portare con sé copie del proprio libro per proporlo a un editore presente, approfittando spudoratamente dell'addio al compianto Elio.

Di grande impatto è anche il momento in cui uno dei partecipanti, osservando la folla, distingue lucidamente tra chi è rimasto nell'isola siciliano di scoglio e chi invece se n'è andato siciliano di mare, salvo poi tornare un po' per nostalgia e un po' per esibire con superbia il proprio successo, quasi a voler urlare al mondo un presunto riscatto.

In tutto questo spicca la straordinaria prova d'attore di un bravissimo Piero Nicosia.

L'attore interpreta contemporaneamente, con pulizia e una recitazione mai eccessiva, sia il dolore profondo per la perdita dell'amico, sia lo sconcerto di fronte a un funerale profanato dalla maleducazione, dal cinismo e dall'egoismo generale. La sua reazione di fronte a questo spettacolo rumoroso e sguaiato trova compimento nell'invocare l'unica risposta possibile: il silenzio, richiamando a sé e alla memoria collettiva l'antico rito della banda muta.

Da questo punto di vista, La banda muta mette a nudo tutta la desolazione, l'ignoranza e il rumore che oggi invadono la nostra società, insinuandosi finanche nel momento più importante e doloroso, che dovrebbe essere intimo, di ricordo e di preghiera. E se pensiamo ai vecchi eccessi del passato — magari legati a una certa teatralità o a una sceneggiata — di fronte all'orrore odierno dei telefonini e dei selfie viene quasi da rimpiangerli, facendo sorgere il forte desiderio di unirsi alla banda muta.

Con questo lavoro, Alessia Bottone firma un'operazione dal duplice valore: artistico e sociologico

RASSEGNA PANORAMICA
complessiva
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Roberto Sapienza
Non chiedete ad un nevrotico egocentrico  di scrivere la proprio bio. Sono Roberto Sapienza, sono un diversamente  ignorante. Leggetemi e forse capiremo chi sono

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