Il Nibbio è un film del 2025 diretto da Alessandro Tonda, con : Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Anna Ferzetti.
Trama:
Il 4 febbraio 2005, Nicola Calipari, alto dirigente del SISMI, sta per partire per una vacanza con la famiglia quando viene richiamato d’urgenza a Roma.
La giornalista de Il Manifesto, Giuliana Sgrena, è stata rapita a Baghdad dopo una visita in un campo profughi. Dietro il sequestro, un commando sunnita.
Per 28 giorni Calipari — soprannominato “il Nibbio” — si muove tra l’Iraq occupato dalle forze statunitensi e i vertici dei servizi segreti italiani, tentando di ottenere la liberazione della giornalista.
Il ricordo dell’uccisione di Enzo Baldoni, avvenuta nello stesso contesto l’anno precedente, è ancora vivo.
Calipari lavora senza sosta per evitare che la storia si ripeta, collaborando con istituzioni, giornalisti e diplomazia.
Ma il destino, e gli errori umani, cambieranno tutto.

Recensione
Ci sono espressioni che usiamo spesso — servitore dello Stato, uomo delle istituzioni — ma che acquistano peso solo quando è troppo tardi.
Il Nibbio, diretto da Alessandro Tonda e interpretato da un intenso Claudio Santamaria, prova a fare qualcosa di diverso: raccontare Nicola Calipari prima che diventi simbolo. Prima che diventi memoria.
E lo fa partendo dall’uomo.
L’uomo dietro il ruolo
Il film non si limita a ricostruire un’operazione.
Scava nella figura di Calipari: poliziotto, dirigente del SISMI, ma soprattutto uomo.
Santamaria costruisce un antieroe credibile, lontano da ogni retorica.
Un uomo che lavora nell’ombra, che evita lo scontro diretto e sceglie la strada più difficile: quella del dialogo.
A emergere è un equilibrio fragile tra due dimensioni:
Il padre e il marito, costretto a mettere il lavoro davanti alla famiglia
L’uomo delle istituzioni, che crede nella diplomazia anche quando intorno domina la forza

Guerra, tensione e solitudine
Lo sfondo è quello della Guerra in Iraq, raccontata senza spettacolarizzazione.
Baghdad è un luogo instabile, pericoloso, dove ogni scelta può essere l’ultima.
In questo contesto, Calipari si muove con lucidità, cercando di portare a casa un risultato impossibile: salvare una vita.
Il film costruisce con precisione la tensione che porta alla tragica notte del posto di blocco, dove il fuoco americano spezza tutto.
Una scena che non cerca effetti, ma colpisce proprio per la sua semplicità.
Più di un biopic
Il Nibbio evita una trappola comune: non è solo il racconto di una morte.
È il racconto di un metodo, di una visione.
Calipari non è un eroe invincibile, ma un uomo che ha scelto di rischiare tutto per fare la cosa giusta.
E in questo, il film trova la sua forza.
Conclusioni
Il Nibbio è un film sobrio, rispettoso, necessario.
Non alza mai la voce, non cerca scorciatoie emotive.
Si affida invece alla solidità del racconto e all’interpretazione di Claudio Santamaria, che regala un personaggio pieno, credibile, umano.
È un film che ricorda una cosa semplice, ma spesso dimenticata:
lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone.
E alcune di queste persone, nel silenzio, fanno scelte che cambiano tutto.




























