Il Malloppo è un film del 2026 diretto da Volfango De Biasi, sceneggiatura di Volfango De Biasi, Herbert Simone Paragnani, Gianluca Belardi, Irene Girotti, Salvo Di Paola, con : Michele Foresta aka Mago Forest, Max Angioni, Diego Abatantuono, Maria Amelia Monti,  Irene Girotti, Antonio Catania e Bebo Storti.

Biglietto:
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Trama

Diego Viani (Diego Abatantuono) è un ex rapinatore, noto negli anni ’80 per i suoi colpi “a mano disarmata”. Dopo una lunga detenzione ha abbandonato il crimine e ha provato a rifarsi una vita aprendo un’osteria a Ferrara, dove oggi vive cercando di tenere il passato lontano. Il suo migliore amico è Michele Ragusa (Michele Foresta), uno scalcinato investigatore privato che vivacchia arrangiandosi tra casi di infedeltà coniugale. Con lui lavora Alex (Max Angioni), tirocinante non retribuito, mammone e imbranato, che sogna di diventare investigatore senza avere il minimo talento. Quando il passato di Diego si ripresenta sotto le sembianze di Salamandra, un vecchio complice che lo accusa di aver sottratto il bottino dell’ultimo colpo — cinque miliardi di lire in lingotti d’oro scomparsi nel nulla — tutto precipita.

La morte misteriosa di Salamandra rende Diego il principale sospettato. Il commissario Castrone (Antonio Catania), che nutre verso Diego un vecchio odio personale, è convinto della sua colpevolezza. Nemmeno le proteste della figlia Sara (Irene Girotti), giovane poliziotta che non ha mai perdonato al padre il passato criminale, riescono a scalfire le sue certezze. L’unico a credere nell’innocenza di Diego è Ragusa che, affiancato dall’improbabile Alex, decide di indagare. La loro inchiesta li trascinerà in un vortice di vecchie conoscenze, sospetti e colpi di scena, dove sarà proprio la loro goffaggine a portarli, contro ogni aspettativa, alla verità.

Diego abatantuono

Recensione

Il genere crime vede gli americani come veri maestri, così come i registi del Nord Europa. Noi italiani, invece, stentiamo un po’: il cinema di casa nostra ci prova, ma raramente in maniera brillante. Volfango De Biasi tenta un ibrido, creando una comedy crime. Un’espressione forse non inedita, ma che credo chiarisca bene di cosa parli Il Malloppo: una commedia nera ambientata a Ferrara.

Il protagonista è Diego, un ex rapinatore che da trent’anni si è ritirato a vita privata e gestisce un’osteria con la moglie Amelia. Al suo fianco c’è un vecchio amico, un investigatore privato un po’ buffo interpretato da Michele Foresta (il Mago Forest), che sbarca il lunario tra piccole indagini e grossi errori. A completare il quadro c’è l’aspirante investigatore Alex (Max Angioni), che cerca disperatamente un lavoro e si ritrova coinvolto in un’indagine molto particolare.

L’elemento crime prende il via quando un’ex complice di Diego si presenta chiedendo conto di un malloppo mai ritrovato trent’anni prima: cinque miliardi di lire in lingotti d’oro. Tra Diego e l’ex collega nasce un acceso litigio davanti a dei testimoni, che si rivelerà una prova schiacciante quando il cadavere della donna verrà ritrovato. A quel punto la polizia, guidata dal commissario Antonio Catania, punta subito il dito contro di lui, convinta che sia l’assassino.

Scatta così la molla per l’amico investigatore e per Alex, determinati a scagionarlo attraverso un’indagine parallela per scoprire che fine abbia fatto il bottino.

Inizia un’investigazione un po’ buffa e sui generis. Il finale scioglie la verità sul bottino e svela il vero cattivo, interpretato da Bebo Storti.

Conclusione

Il Malloppo è una comedy crime che si lascia guardare, pur con i suoi limiti. I personaggi sono un po’ stereotipati: Michele Foresta fa sostanzialmente se stesso in versione investigatore, quasi un ispettore Clouseau, se volessimo azzardare un paragone, mentre Max Angioni fa il suo come assistente. Buona la prova di Maria Amelia Monti, e Diego Abatantuono resta piuttosto uguale a se stesso, ma tutto sommato la parte gli si addice.

Non mancano momenti di tensione e colpi di scena. De Biasi sfrutta il materiale a disposizione e costruisce una storia a tratti prevedibile, in certi momenti vicina alla struttura di uno sketch, ma riesce comunque a portare a casa un prodotto dignitoso e guardabile, senza grossi difetti

RASSEGNA PANORAMICA
complessivo
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Roberto Sapienza
Non chiedete ad un nevrotico egocentrico  di scrivere la proprio bio. Sono Roberto Sapienza, sono un diversamente  ignorante. Leggetemi e forse capiremo chi sono

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