Titolo : Il gatto che risolveva delitti impossibili – Autore : Iacopo Cellini – Editore : Newton Compton Editori – data di pubblicazione : 2 giugno 2026 – prezzo : 12,90 – pagine : 320
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Trama
A Calaferro, decadente città portuale, la giornalista Noemi Balestri scompare misteriosamente proprio nel mezzo di una grossa inchiesta sulla criminalità locale. Le indagini ufficiali sembrano girare a vuoto e Franco, zio di Noemi ed ex poliziotto radiato dalle forze dell’ordine, sprofonda in una spirale di depressione e sensi di colpa. A prendere in mano la situazione è un personaggio inaspettato: Bruno, il gatto tricolore che Franco ha trovato per strada tre anni prima. Apparentemente indifeso, Bruno è in realtà un gatto speciale, dotato di intelletto umano e di capacità sensitive che lo mettono in contatto con le sue vite precedenti. Il gatto sfrutterà queste abilità feline per infiltrarsi nelle scene del crimine, fiutare indizi e pedinare i sospettati senza dare nell’occhio. Riuscirà a ritrovare la ragazza scomparsa e a risolvere il mistero di Calaferro?

Recensione
Nel giro di poche settimane mi ritrovo tra le mani un libro-game, un genere che non leggevo quasi mai. Ma dopo la delusione di The Dinner di Freida McFadden, Iacopo Cellini mi ha fatto riscoprire finalmente il gusto e il piacere di questo tipo di lettura. L’autore ha messo il suo sapere a servizio della scrittura per costruire romanzi-mondo in cui si sviluppano labirinti ed enigmi che sfidano il lettore con intelligenza e pazienza. Il suo stile è semplice, diretto, avvincente e calibrato: un mix perfetto per questo genere di romanzo-game.
In Il gatto che risolveva delitti impossibili, il protagonista è Bruno, un micio tricolore dotato del potere della reincarnazione, che si ritrova a vivere varie esistenze. Scopriamo così che le sue origini non sono quelle di un comune gatto domestico: in passato era un cane randagio, prima di incontrare il suo nuovo padrone, Franco. Quest’ultimo è un ex poliziotto che, dopo iniziali titubanze, decide di collaborare con Bruno per ritrovare la nipote Noemi – svanita nel nulla mentre indagava sulla criminalità locale – e scoprire i segreti che si celano nella decadente cittadina portuale di Calaferro.
Si tratta di un giallo ricco di ipotesi, rimandi e bivi intelligenti ma mai banali, molto più credibili e ricchi di colpi di scena rispetto a quelli di The Dinner. Il lettore è chiamato a prendere nota delle parole chiave, a fare attenzione ai trabocchetti e ad affrontare dubbi morali — come la scelta se salvare o meno delle vite — e vere e proprie sfide.

Cellini costruisce un’architettura complessa in cui bisogna procedere con cautela, perché si rischia di morire o di perdere i preziosi punti gatto. C’è però anche un lato quasi esistenziale e filosofico, che emerge quando Bruno rievoca le sue vite precedenti, fino al commovente ricordo del primo incontro con il suo padrone.
Personalmente ho tentato due volte di completare il percorso: in entrambe le occasioni sono arrivato alla meta scoprendo alcune cose, ma non tutte, perché ci vuole pazienza, studio, calma e la capacità di riflettere senza avere fretta. Ci sono insomma molti gialli dentro il giallo.
Una volta arrivati alla soluzione o alle diverse soluzioni, vi attenderanno delle domande finali: in base a quelle capirete il livello della vostra capacità investigativa, scoprendo se siete un gatto alle prime armi o un vero gatto investigatore.
Inoltre, nell’ultima parte, capiremo il perché del nome Bruno dato al gatto dall’autore: un segreto che ovviamente dovrete scoprire solamente arrivando alla fine del romanzo. È sicuramente un’esperienza da provare e da gustare, che richiede ingegno e, magari, sette vite, proprio come un micio.
Conclusione
Chi ama il genere poliziesco, i test, l’intelligenza e il mito del labirinto e del Minotauro troverà pane per i suoi denti: qui però, al posto del mostro, c’è la verità da scoprire, e il gatto Bruno è pronto a cercarla insieme a voi.




























