Titolo : Il Custode – Autore : Niccolò Ammaniti – Data Pubblicazione : 5 Marzo 2026 – Editore : Einaudi – Pagine : 164 – prezzo : 16,50.
Trama :
«Mamma mi aveva avvertito: scordati gli amici, scordati i viaggi. Il mondo inizia e finisce a Triscina. Noi abbiamo un compito: occuparci della cosa nel bagno.»
In un borgo isolato della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una spiaggia battuta dal vento, vive la famiglia Vasciaveo: Nilo, tredici anni, sua madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente lavorano il marmo, ma è solo una copertura.
Da secoli — forse millenni — i Vasciaveo custodiscono un segreto indicibile, qualcosa di pericoloso e antico rinchiuso in casa. Un compito che è anche una condanna.
L’arrivo di Arianna, una giovane donna bella e disorientata, e di sua figlia Saskia incrina l’equilibrio familiare. Per Nilo è l’inizio di una scoperta: quella dell’amore, ma anche della possibilità di scegliere. E scegliere, per un custode, può significare tradire tutto.

Recensione
Tra mito e omertà, una favola nera irrisolta
Niccolò Ammaniti torna con un romanzo atipico, difficile da incasellare e proprio per questo interessante — almeno sulla carta.
L’incipit è da noir siciliano puro: brutale, secco, quasi cinematografico. Un ciclista francese assiste per caso a un regolamento di conti e paga con la vita. Fin qui tutto regolare. Poi arriva lo scarto: il corpo dell’uomo, “ignoto e furioso”, viene rinchiuso in un bagno e si trasforma in una statua di marmo. Ed è lì che capiamo che non siamo più solo nel noir.
Il microcosmo di Triscina
Il romanzo si sposta a Triscina, un luogo sospeso tra abusivismo edilizio, silenzi e immobilità. Qui vive Nilo, adolescente intrappolato in una realtà chiusa, quasi ermetica.
Attorno a lui orbitano due figure femminili opposte e complementari:
Agata, madre inflessibile, custode del segreto e incarnazione del dovere
Rosi, zia grottesca e umanissima, unico contatto imperfetto con il mondo esterno
La regola è una sola: non entrare mai in bagno con gli occhi aperti.
Quando arrivano Arianna — figura contemporanea, quasi fuori contesto, tra sensualità e precarietà — e la figlia Saskia, la “bolla” si incrina. Nilo scopre il desiderio, l’amore, e con essi il dubbio.
Il vero problema: un’identità che non si decide

L’idea alla base del romanzo è potente: inserire un elemento mitologico (che richiama chiaramente la Medusa) dentro un contesto di omertà e provincia siciliana.
Il problema è che Ammaniti sembra voler tenere insieme troppi registri:
il noir mafioso, crudo e radicato
la favola nera mitologica, che richiede sospensione totale dell’incredulità
la satira sociale, con inserti contemporanei (OnlyFans, marginalità, deriva)
Il risultato è un equilibrio instabile.
Il romanzo incuriosisce, a tratti affascina, ma fatica a trovare una direzione precisa. La storia di formazione di Nilo — che dovrebbe essere il cuore emotivo — resta soffocata dalla necessità di spiegare e sostenere l’elemento fantastico.
Stile e ritmo
Ammaniti scrive come sa fare: lingua semplice, immagini forti, ritmo veloce. Ma qui sembra trattenuto, come se il testo non si lasciasse mai andare completamente né al realismo né al fantastico.
E il lettore resta in mezzo.
Conclusione
Il Custode è un romanzo che colpisce per l’audacia creativa ma non convince del tutto.
La sensazione è quella di un romanzo con un’idea fortissima che però non riesce a scegliere cosa diventare davvero. Un ibrido interessante, ma incompiuto: troppo fantastico per essere noir, troppo ancorato al reale per essere una vera favola nera.
E alla fine resta addosso più perplessità che meraviglia.
Se vuoi acquistare Il Custode clicca qui




























