Per decenni Willy il Coyote è stato il simbolo del fallimento più divertente della storia dell’animazione: un personaggio eternamente sconfitto, sempre a un passo dal catturare Beep Beep e sempre vittima delle proprie trappole e dei prodotti della famigerata ACME. Con Coyote vs. Acme, però, la sua storia cambia direzione. Questa volta Willy non vuole semplicemente escogitare l’ennesimo piano per catturare il suo nemico: vuole chiedere giustizia.
Diretto da Dave Green e interpretato, tra gli altri, da Will Forte, John Cena e Lana Condor, il film nasce dall’universo dei Looney Tunes, ma prende ispirazione anche dal racconto satirico Coyote v. Acme, scritto da Ian Frazier e pubblicato nel 1990 sul The New Yorker. Nel racconto originale, Willy il Coyote decide di fare causa alla ACME Corporation, esasperato dai continui fallimenti e dagli incidenti provocati dai prodotti che acquista dall’azienda. L’idea viene così trasformata nel film in una vera e propria commedia giudiziaria che mescola animazione e live action. Dal 2 settembre al cinema.
Trama
Dopo l’ennesimo disastro provocato da un prodotto ACME, Willy il Coyote decide di dire basta. Per anni ha acquistato razzi, trappole, esplosivi e ogni genere di dispositivo con l’obiettivo di catturare Beep Beep, finendo puntualmente per essere la vittima dei suoi stessi strumenti. Stanco di perdere e convinto che la responsabilità sia dell’azienda che produce quei prodotti, Willy decide di portare la ACME in tribunale. Per farlo si rivolge a Kevin Avery, un avvocato non particolarmente affermato interpretato da Will Forte. Kevin inizialmente non sembra la persona più adatta per affrontare una gigantesca multinazionale, ma accetta di rappresentare Willy. Al suo fianco arriva anche Paige, giovane e idealista, che contribuisce a dare nuova energia alla causa.

Recensione
Il punto di forza principale di Coyote vs. Acme è proprio la sua idea di partenza. Prendere la gag più famosa di Willy il Coyote — l’eterna guerra contro i prodotti ACME — e trasformarla in una causa legale è un’operazione semplice ma molto efficace. Il film riesce soprattutto quando non cerca di dimenticare le proprie origini. Le gag fisiche, gli incidenti assurdi e la comicità tipica dei Looney Tunes continuano a essere presenti, ma vengono inseriti all’interno di una storia più strutturata. Il risultato è una commedia che può divertire i più giovani grazie alla componente slapstick, ma che offre anche agli adulti una lettura più satirica.
Interessante è soprattutto il modo in cui Willy viene trasformato. Nei cortometraggi classici era quasi sempre l’antagonista della situazione: un predatore ossessionato dalla cattura di Beep Beep. Qui diventa invece un piccolo outsider che decide di ribellarsi al sistema. È una trasformazione che permette al personaggio di diventare sorprendentemente empatico senza cancellare la sua natura comica. Anche la componente satirica funziona. Dietro la ACME si può leggere una critica alle grandi aziende che sembrano avere sempre più risorse e potere del singolo individuo. Il film riesce quindi a parlare di responsabilità e giustizia senza rinunciare completamente alla leggerezza.
Nel complesso, Coyote vs. Acme è una sorpresa positiva. È un film che avrebbe potuto limitarsi a sfruttare la nostalgia per i Looney Tunes e invece prova a costruire una storia nuova intorno a uno dei loro personaggi più iconici: dietro le esplosioni, le cadute e le invenzioni ACME c’è una storia sulla perseveranza. Willy perde continuamente, ma continua a rialzarsi. E, in fondo, è proprio questo che lo ha reso uno dei personaggi più amati dell’animazione.




























