Titolo : …che Dio perdona a tutti – Autore : Pif – Editore : Feltrinelli Editore – Data di pubblicazione Novembre 2018 – pagine 192 – prezzo : 15,00
Sinossi:
Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s’innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi. Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane. Una rivoluzione che cambierà la sua vita, rivelando a lui, ma anche a Flora e a tutti coloro che li conoscono, amici e colleghi compresi, una verità molto scomoda. Pif esordisce nel romanzo con un’opera che ci costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità.

Recensione
In attesa dell’uscita del nuovo film di Pif con Giusy Buscemi, vale la pena recuperare il suo romanzo d’esordio …che Dio perdona a tutti.
Un libro che, già al tempo della sua uscita, sorprendeva per la capacità di mescolare leggerezza e riflessione, trasformando una commedia apparentemente romantica in qualcosa di più profondo e attuale.
Che cosa significa oggi essere un buon cristiano?
Una persona, per potersi definire cattolico praticante, è costretta a vivere una vita di rinunce e sacrifici materiali oltre che esistenziali?
I piaceri della carne sono attrattivi quanto temibili per la nostra anima, recitano le Sacre Scritture.
Ma per i piaceri del palato esistono eccezioni?
Pif, al suo esordio letterario, firma una brillante e garbata commedia apparentemente romantica . Ma che in realtà, una sorprendente valenza religiosa e sociale.
…che Dio perdona a tutti può essere visto, con le dovute cautele, come una sorta di Catechismo 2.0 secondo Pif.
L’autore inganna volutamente il lettore nella prima parte del romanzo, facendogli credere di assistere a una commedia generazionale. Conosciamo Arturo, agente immobiliare palermitano sui generis, diffidente — per non dire allergico — ai rapporti stabili, ma pronto a giurare amore eterno ai dolci, alla ricotta e soprattutto alle iris.
Il trentacinquenne trascorre le giornate ad ammirare le vetrine delle pasticcerie di Palermo, tanto da guadagnarsi la nomea di stalker dolciario, cercando nel frattempo di non farsi cazziare troppo come portiere nelle partite di calcetto.
La sua vita disimpegnata e zuccherosacambia radicalmente quando incontra Flora, bellissima ragazza e proprietaria di una pasticceria.
Agli occhi (e al palato) di Arturo, Flora incarna la donna perfetta con cui costruire finalmente un futuro.
La coppia vive le prime settimane in un clima da luna di miele . E nonostante i dubbi degli amici, Arturo è felice come mai prima.

Ma Flora è davvero perfetta?
Sì, se non fosse una cattolica fervente e praticante, mentre Arturo è un cattolico nella norma ovvero quando serve.
La distanza religiosa rischia di rivelarsi fatale per la storia d’amore sognata da Arturo. Così decide di fingere un totale ritrovamento della fede per tranquillizzare Flora.
La seconda parte del romanzo, pur mantenendo uno stile leggero e ironico, cambia pelle e affronta la spinosa tematica della radicalizzazione religiosa stavolta in chiave cristiana.
Pif è abile nel mostrare limiti, contraddizioni ed egoismo della società civile. In particolare quella parte di Palermo ufficialmente schierata in difesa dei valori cattolici ma che, nei fatti, agisce spesso all’opposto.
Arturo diventa, suo malgrado, una sorta di Forrest Gump cattolico. Rompendo lo status quo e mettendo in difficoltà persino i preti. Quest’ultimi incapaci di seguire fino in fondo i dettami di povertà e sobrietà voluti da Papa Francesco.
Il romanzo cambia ancora nella parte finale. Virando verso toni più agrodolci e raccontando il cambiamento esistenziale e spirituale del protagonista, fino alla decisione di chiudere con la sua vita precedente.
…che Dio perdona a tutti è un romanzo intenso, sincero e divertente, capace di conquistare e far riflettere.
Una lettura rivelatrice, almeno a livello letterario, che ci permette di apprezzare Pif anche come scrittore sensibile e acuto, oltre che come regista impegnato.
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