Per tutto c’è un compromesso: la legge del mercato vive di domanda e offerta, e alla fine solo uno dei due sarà davvero soddisfatto.
Nella bolla dei festival cinematografici, però, valutazioni e compromessi assumono un significato del tutto particolare.
Durante un festival si fronteggiano due schieramenti: uffici stampa e inviati. Due mondi che non possono vivere l’uno senza l’altro, complementari e al tempo stesso rivali. È un rapporto di amore e odio, altro che Catullo.
In quei giorni il numero di contatti, trattative e accordi raggiunge il massimo: un frenetico scambio di messaggi, telefonate e e-mail. A seconda del valore dell’evento o dell’attore in questione, i ruoli di venditore e acquirente si ribaltano vorticosamente.
Nel giro di poche ore può capitare che l’ufficio stampa diventi il venditore capriccioso, mentre il povero inviato si riduce a essere seduttivo, supplichevole, disposto a tutto pur di strappare una battuta. Poi il tavolo gira: lo stesso ufficio stampa deve assolutamente piazzare un’intervista al suo cliente esigente (quanto sconosciuto) e inizia a telefonare compulsivamente a chiunque, persino all’ultimo blogger approdato in laguna.
E qui scatta la legge del contrapasso: l’inviato si finge morto, non risponde, inventa impegni improrogabili. Bugie, promesse e tradimenti diventano la trama di un film che si ripete a ogni festival. Solo all’ultimo giorno si saprà chi ha preso il “pacco” e chi potrà cantare vittoria.
La 82 Mostra di Venezia è appena iniziata e già non si contano più crisi isteriche, litigi e minacce. Uffici stampa e inviati, eterni costretti a fingersi innamorati davanti ai riflettori, per poi sparlarsi non appena cala il sipario.
Concorso
Bugonia – Yorgos Lanthimos
Le multinazionali pensano solo al profitto. Ogni CEO sembra un alieno, tanto è distante da qualsiasi gesto umano. E se lo fossero davvero? Lantihmos gioca e irride con la sua solita maestria. Tutto molto divertente, peccato per un finale esagerato. Il regista greco si candida già alla vittoria finale?
Orphan – László Nemes
Essere orfani è terribile. Avere un patrigno rozzo e violento lo è ancora di più. Nemes non sa scegliere quale sia la pena più dolorosa e finisce per girarci intorno per due ore di film. Empatia e compassione, però, hanno un limite, caro László.
Fuori Concorso
Ghost Elephants – Werner Herzog
Un viaggio misterioso e affascinante. Herzog ci guida dentro l’inaspettato legame tra uomo ed elefante. Senza i primi, i secondi non avrebbero senso. Senza i secondi, noi non esisteremmo più.
Oggi sbarcano le prime star hollywoodiane…
Chissà chi vincerà questa volta tra uffici stampa e inviati.