Titolo : Cannes Confidential. Il direttore del festival più importante del mondo racconta i dietro le quinte -Autore : Thierry Fremaux – Editore : Donzelli Editore – Data Pubblicazione : 24 ottobre 2018 – Pagina 534 – Prezzo : 30,00
Trama:
Il Festival di Cannes è il luogo del cinema per eccellenza, un concentrato affascinante, scintillante, glorioso e anche contraddittorio di tutto quello che il cinema ha rappresentato e rappresenta tuttora: dalla sperimentazione allo star system, dal mercato alla scoperta di nuovi talenti. Thierry Frémaux è il direttore del Festival da oltre un decennio: dalle sue scelte dipende il destino di cineasti, produttori, attori, sceneggiatori. In questo libro, scritto in forma di diario, Frémaux racconta in maniera intima e personale in cosa consiste il suo lavoro, accompagnando i lettori in una sorta di backstage letterario del più importante festival del mondo. Frémaux ci guida nel cuore della macchina del Festival, per celebrare anzitutto coloro che lo rendono possibile, perché, come egli stesso scrive: «Cannes appartiene a quelli che lo fanno: i cineasti, gli attori, gli operatori professionali, i giornalisti, gli spettatori, i visitatori, i turisti e i cannensi». L’anno che precede l’evento che mette il cinema al centro del mondo viene ripercorso da Frémaux in un concitato susseguirsi di incontri con star e registi, di aneddoti e storie dal dietro le quinte della Selezione ufficiale.

Recensione:
Per ogni cinefilo, assistere a un festival è un desiderio ricorrente. Ma il Festival di Cannes resta il punto più alto. La vetta, la Mecca del cinema mondiale. Non è solo un evento, è una macchina simbolica che decide carriere, consacra autori . Orienta lo sguardo sul cinema che verrà.
Cannes Confidential nasce da qui:
Dal tentativo di Thierry Frémaux di raccontare questa macchina dall’interno, rendendola più leggibile, più umana, forse anche più accessibile. Un progetto interessante e in parte ammiccante, con l’ambizione — riuscita — di avvicinare Cannes a un pubblico più ampio.
Il libro è la cronistoria di due festival che si rincorrono: uno che si chiude (Cannes 2015) e uno che, il giorno dopo, è già in preparazione (Cannes 2016). Un racconto quotidiano fatto di visioni, scelte, pressioni, entusiasmi e stanchezze, narrato da chi Cannes lo comanda e lo plasma da quasi venticinque anni.
Il valore principale del memoir sta nell’accesso privilegiato. Frémaux accompagna il lettore dentro il ritmo reale del festival, mostrando come nulla finisca davvero e come ogni edizione sia il risultato di un equilibrio fragile, continuamente rimesso in discussione. È un punto di vista prezioso, soprattutto per chi ama i festival e ne conosce i meccanismi.
Alla lunga, però, la struttura diaristica mostra i suoi limiti. Il racconto tende a essere ripetitivo, il ritmo resta basso e la tensione narrativa non cresce. I giorni si assomigliano, le dinamiche si reiterano, e la lettura procede più per accumulo che per slancio.

Frémaux resta sempre misurato, equilibrato, istituzionale. Forse troppo. Cannes Confidential non diventa mai davvero scomodo, non affonda il colpo, non rischia fino in fondo. Le potenzialità di un racconto più incisivo, più pugnace, restano sullo sfondo, come un’occasione solo parzialmente sfruttata.
Ne esce un memoir non per tutti — e forse è questa la sua pecca maggiore. Chi è appassionato di cinema e festival troverà molte pagine stimolanti; chi cerca un racconto più acceso, rivelatorio o emotivamente coinvolgente potrebbe restarne distante.
Cannes Confidential è dunque un tentativo riuscito, ma non memorabile: un libro interessante, utile per capire come funziona davvero il festival più importante del mondo, senza però lasciare un segno profondo. Si legge con piacere e rispetto, ma difficilmente resta addosso a lungo.
Chi volesse acquistare Cannes Confidential può cliccare qui























