Titolo : Omicidi srl – Autore : Alessandro Robecchi – Data pubblicazione : 8 aprile 2026 – Editore: Sellerio – pagine : 378 – prezzo : 17,00
Trama
Ammazzare la gente per soldi, pianificare tutto nei minimi dettagli, contenere le spese e gestire una piccola azienda di eliminazioni con due regole fondamentali: «La sicurezza prima di tutto» e «Deve sembrare un incidente».
Il Biondo e Quello con la cravatta sono killer professionisti, ma anche lavoratori come tanti: tra dubbi etici, problemi pratici, crisi personali e riflessioni esistenziali, cercano di onorare i contratti senza perdere il controllo. Perché sì, niente di personale: è solo lavoro.
Questa volta però si trovano davanti a un incarico diverso dal solito, capace di incrinare le loro certezze. Accettare o fermarsi davanti a un limite morale? Per rispondere coinvolgono la loro “stagista”, Francesca Aroldi, dando il via a una catena di imprevisti, piani che saltano, incidenti di percorso e dinamiche sempre più ingestibili.
Tra pianificazione scientifica e improvvisazione pura — tra lo spartito perfetto e il free jazz — si muove una storia fatta di cinismo, sarcasmo e dialoghi fulminanti, immersa in una Milano ricca e sgangherata, dove tutto ha un prezzo. Anche la vita.

Recensione
Diciamolo subito: Omicidi Srl funziona. E funziona perché Alessandro Robecchi ha capito una cosa semplice ma potentissima: i personaggi secondari, se scritti bene, possono prendersi tutto.
Dopo Il tallone da killer , il duo di killer torna, ma stavolta non è più una trovata brillante: è un sistema narrativo vero e proprio.
Un trio che funziona (e cresce)
Il Biondo e Quello con la cravatta li conosciamo già. Cinici, precisi, quasi rassicuranti nella loro professionalità. Ma la vera evoluzione è Francesca, la stagista.
Quello che prima era un duo diventa un trio a tutti gli effetti. E qui Robecchi si diverte: dinamiche da ufficio, gerarchie implicite, consigli richiesti come in una riunione aziendale… solo che si parla di omicidi.
Il risultato? Situazioni surreali ma incredibilmente credibili.
Quello con la cravatta che deve giustificare le sue uscite notturne alla moglie, chiedendo supporto alla stagista, è esattamente il tipo di cortocircuito narrativo che rende il libro così efficace.
Il vero cuore: il dubbio
Se il primo romanzo giocava soprattutto sull’idea, qui entra in scena il conflitto.
Due incarichi, due specchi dell’avidità umana. Ma soprattutto uno, quello decisivo: eliminare un ragazzo giovane per una questione di soldi.
E qui succede qualcosa di interessante. I killer — quelli che dovrebbero essere macchine perfette — esitano.
Non è morale nel senso classico, non aspettatevi redenzioni. È più un fastidio, un’ombra. Ma basta a incrinare il meccanismo.
E quando il piano si inceppa, Robecchi fa quello che gli riesce meglio: ribalta tutto.
La vittima cambia, i ruoli si confondono, e il gioco si fa ancora più nero.

Milano, capitale del cinismo
La Milano di Robecchi è sempre lei: veloce, ricca, spietata.
Una città dove i sentimenti stanno sempre un passo dietro al denaro, e dove l’omicidio diventa — paradossalmente — una professione come un’altra.
Il tono è leggero, ma il bersaglio è preciso. Si ride, sì, ma è una risata che lascia qualcosa addosso. Un retrogusto amaro, mai pesante.
Funziona? Sì. Ma soprattutto: regge
La cosa più interessante di Omicidi Srl è che non sembra un sequel “di passaggio”.
Regge da solo, ma allo stesso tempo costruisce qualcosa.
Personaggi più definiti, dinamiche più solide, un mondo narrativo che si allarga senza perdere ritmo.
E viene da dirlo senza troppi giri: è materiale perfetto per una serie.
Dialoghi già pronti, situazioni visive, personaggi forti. La sensazione è che prima o poi qualcuno ci arriverà.
Conclusione
La cosa più interessante di Omicidi Srl è che non sembra un sequel di passaggio. Regge da solo, ma allo stesso tempo costruisce qualcosa: personaggi più definiti, dinamiche più solide, un mondo narrativo che si allarga senza perdere ritmo.
E poi c’è un elemento in più, meno evidente ma decisivo. Robecchi, libro dopo libro, si sta ritagliando uno spazio tutto suo: una specie di sottogenere dove il noir incontra la commedia in modo stabile, senza forzature. Un mondo in cui l’amicizia tra killer è più credibile dei loro delitti, e organizzare un omicidio può avere la leggerezza di una riunione di lavoro — anche se il risultato resta tragico.
Dentro questo meccanismo, lo sguardo cambia. Il personaggio della stagista non è più solo un’aggiunta, ma uno spostamento vero della prospettiva: il racconto si apre, si complica, diventa meno prevedibile.
Se prima bisognava leggere con attenzione i necrologi, adesso conviene guardarsi intorno. Perché il pericolo, stavolta, non è dove te lo aspetti.
Robecchi continua a muoversi su una linea sottile: farci simpatizzare con chi, sulla carta, dovrebbe restare distante. E ci riesce.
Omicidi Srl è una commedia nera intelligente, veloce, mai gratuita. Un romanzo che intrattiene ma, sotto sotto, punge. E che conferma Alessandro Robecchi come una delle voci più lucide del noir italiano contemporaneo.
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