Ed è arrivato anche il turno della Quinzaine des Réalisateurs di svelare la selezione della sua 58ª edizione.
Una line-up che, come già accaduto nel concorso principale del Festival di Cannes, segna un’assenza pesante: nessun film italiano, nemmeno in forma di coproduzione. Un dato che conferma un momento complicato per il nostro cinema sulla Croisette.
La selezione guarda altrove. E lo fa con decisione.
Il programma amplia lo sguardo verso nuove geografie cinematografiche e Paesi emergenti, con opere provenienti da 19 nazioni e cinque continenti. Nigeria, Sudan, Guatemala, Venezuela e Cipro trovano spazio in una proposta che punta sulla scoperta e sulla diversità.
Grande attenzione anche alle nuove voci: ben sei opere prime in concorso. Accanto a queste, crescono di peso il cinema documentario e quello d’animazione, sempre più centrali nella proposta artistica della Quinzaine.

Tra i titoli più attesi c’è “LE VERTIGE (Vertiginous)” di Quentin Dupieux, film di chiusura, definito “geniale” dal direttore artistico Julien Rejel durante la conferenza stampa.
Il Carrosse d’Or a Claire Denis
Sarà Claire Denis a ricevere il prestigioso Carrosse d’Or, il 13 maggio 2026, durante la cerimonia di apertura.
Il premio, istituito dalla Société des Réalisateurs de Films, celebra cineasti capaci di distinguersi per libertà artistica e forza espressiva.
La motivazione sottolinea una carriera segnata da uno sguardo unico, capace di rinnovarsi costantemente e di raccontare l’essere umano con profondità e precisione.
La visione di Julien Rejel
Nel presentare il programma, Julien Rejel ha evidenziato l’identità della selezione 2026:
La Quinzaine presenta 19 lungometraggi e 9 cortometraggi provenienti da 19 paesi.
Siamo orgogliosi della presenza significativa di documentari e film d’animazione, che dimostrano la vitalità di queste forme.
La selezione riunisce cineasti affermati, nuove voci e sei opere prime.
Siamo inoltre onorati di ospitare un evento speciale: l’ultimo film di Alain Cavalier.

Quinzaine des Réalisateurs 2026:
Lungometraggi
BUTTERFLY JAM – Kantemir Balagov (film d’apertura)
9 TEMPLES TO HEAVEN – Sompot Chidgasornpongse (opera prima)
ATONEMENT (L’Apaisement) – Reed Van Dyk (opera prima)
CARMEN, L’OISEAU REBELLE – Sébastien Laudenbach (animazione)
CLARISSA – Arie Esiri & Chuko Esiri
DEATH HAS NO MASTER – Jorge Thielen Armand
DORA – July Jung
DOUBLE FREEDOM – Lisandro Alonso
L’ESPÈCE EXPLOSIVE – Sarah Arnold (opera prima)
GABIN – Maxence Voiseux (documentario, opera prima)
I SEE BUILDINGS FALL LIKE LIGHTNING – Clio Barnard
LE JOURNAL D’UNE FEMME DE CHAMBRE – Radu Jude
LOW EXPECTATIONS – Eivind Landsvik (opera prima)
MERCI D’ÊTRE VENU – Alain Cavalier (documentario)
ONCE UPON A TIME IN HARLEM – William Greaves & David Greaves (documentario)
LA PERRA – Dominga Sotomayor
SHANA – Lila Pinell
WE ARE ALIENS – Kohei Kadowaki (animazione, opera prima)
LE VERTIGE – Quentin Dupieux (film di chiusura)
🎬 Considerazioni finali
Questa 58ª edizione della Quinzaine des Réalisateurs conferma la sua natura: una sezione libera, internazionale e attenta al nuovo.
Ma lascia anche una domanda aperta, inevitabile:
Dov’è finito il cinema italiano?




























