Autore: Stefania Auci –Editore: Casa Editrice Nord –Data di pubblicazione: novembre 2019 -Pagine: 448 – Prezzo: circa € 18,60 (edizione cartacea)
Trama
Nel 1799 i fratelli Florio sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra. Sono poveri, ambiziosi e determinati a cambiare il proprio destino. In poco tempo, Paolo e Ignazio trasformano una semplice bottega di spezie in un’attività prospera. Investono nel commercio dello zolfo, acquistano terreni e case dai nobili decaduti e fondano una compagnia di navigazione.
Sarà poi Vincenzo, figlio di Paolo, a portare Casa Florio a un livello ancora più alto. Il marsala, vino popolare, diventa un prodotto di prestigio; a Favignana nasce un metodo innovativo per conservare il tonno sott’olio, rilanciandone il consumo in tutta Europa.
Ma il successo economico non basta a conquistare Palermo. I Florio restano “stranieri”, guardati con sospetto e disprezzo dall’aristocrazia locale. Dietro la loro ascesa si nasconde un forte desiderio di riscatto sociale, sostenuto anche da figure femminili decisive come Giuseppina e Giulia, donne capaci di sacrificio e fermezza.

Recensione
Ero curioso di leggere I Leoni di Sicilia dopo il grande successo editoriale e l’attenzione ricevuta su giornali e social. Anche l’annuncio di una serie televisiva prodotta dalla Rai mi ha spinto ad affrontarne la lettura (poi diventata la serie I Leoni di Sicilia).
La mia reazione, a fine libro, è stata semplice e spontanea: carino, ma non memorabile.
È un romanzo ben scritto, solido dal punto di vista narrativo, con una struttura chiara e funzionale. La lettura scorre facilmente e accompagna il lettore dentro una Sicilia di fine Settecento e Ottocento, tra commerci, salotti, rivalità e ambizioni.
Probabilmente il mio essere siciliano, e quindi di conoscere già la storia, l’anima e le contraddizioni della mia terra, non mi ha fatto gridare al capolavoro. Altri romanzi hanno raccontato la Sicilia con maggiore profondità psicologica e con uno sguardo sociale più incisivo.
Il punto più forte del libro è il tema dell’accoglienza negata. I Florio, migranti calabresi partiti dalla miseria, riescono a conquistare Palermo, ma non saranno mai davvero accettati. L’invidia e il pregiudizio dei palermitani verso questi facchini diventati potenti è il filo rosso della narrazione.

I Leoni di Sicilia è un’epopea familiare classica: sacrifici, umiliazioni, ambizione e riscatto sociale perseguito con determinazione quasi feroce. Si legge con piacere e intrattiene, ma sul piano letterario offre momenti davvero incisivi solo a tratti.
Resto convinto che la trasposizione televisiva possa amplificare ciò che nel romanzo emerge solo in parte. Con una produzione intelligente e una regia capace, la storia dei Florio può trovare sullo schermo quel quid emotivo e spettacolare che sulla pagina si intravede, ma non sempre esplode.
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