Titolo: Quattro presunti familiari -Autore: Daniele Mencarelli -Editore: Sellerio (Collana La memoria) -Data di pubblicazione: Gennaio 2026 -Pagine: 285 -Prezzo: € 16,00
Trama:
Nei boschi intorno a Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con ancora qualche brandello di pelle. I resti risalgono a molti anni prima: solo una combinazione di fatalità e condizioni ambientali ne ha permesso la conservazione.
A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, guidati dal capitano Damasi e affiancati dall’appuntato Circosta, giovane inesperto ma animato da una fame autentica di conoscenza e di vita. Per dare un nome a quelle ossa vengono convocati quattro presunti familiari, appartenenti a tre famiglie diverse che, in un’epoca compatibile con lo stato dei resti, avevano denunciato la scomparsa di una persona cara.Il confronto con il Dna stabilirà chi, dopo anni di attesa e speranza sospesa, potrà finalmente piangere un morto invece di continuare a inseguire un’assenza. Attorno a questo enigma, Daniele Mencarelli costruisce un racconto cupo e stratificato, in cui la vicenda investigativa diventa il punto di accesso a una storia più profonda: quella di un territorio, Latina – per alcuni ancora Littoria – e di un’energia oscura che attraversa corpi, architetture e memoria collettiva.
Un’energia fatta di potere, violenza, gerarchia, virilità frustrata e sopraffazione quotidiana, che si incarna nei personaggi e ne determina i gesti. In questo mondo nerissimo si muovono figure segnate dalla colpa e dalla disperazione, ma capaci, proprio nel contatto con il male, di intravedere un possibile riscatto.

Recensione
Un esordio (solo apparente) nel genere
L’approdo di Daniele Mencarelli in casa Sellerio segna una svolta significativa. Quattro presunti familiari si presenta come un cold case, un territorio narrativo che sembra distante dai temi abituali dell’autore. Ma è una distanza solo formale: il giallo è uno strumento, non il fine. L’indagine serve a riaprire ferite, non a richiuderle, e a interrogare ciò che resta dopo una scomparsa: quel limbo emotivo in cui non ci si può arrendere, ma non si sa più come sperare.
Un giallo profondamente introspettivo
Lo stile è fluido, controllato, mai compiaciuto, ma attraversato da un’amarezza costante. La suspense non nasce dall’accumulo di colpi di scena, bensì dalla tensione psicologica. Mencarelli guarda soprattutto alle famiglie coinvolte: persone rimaste ferme per vent’anni, bloccate in un tempo che non scorre.
Che la fuga sia avvenuta per amore, per droga o per soffocamento familiare – come nel caso dei Martelli – il risultato è lo stesso: chi resta è costretto a vivere su una linea sottile, incapace di elaborare un lutto e impossibilitato a immaginare un futuro.

Anche i carabinieri non sono figure funzionali al plot, ma corpi narrativi pieni di contraddizioni. Damasi incarna un’idea quasi residuale di integrità; Liberati rappresenta la deriva egoistica e corrotta del potere; Circosta, giovane appuntato di Teramo, diventa una sorta di confessore laico, capace di ascoltare l’angoscia di Lucio Marini e della signora Parrino, alla ricerca di una sorella scomparsa.
Una chiusura che non consola
La soluzione finale arriva, ed è inevitabile. Porta con sé una forma di liberazione, ma non cancella il peso accumulato. Rimane un retrogusto amaro, coerente con l’impianto del romanzo e con lo sguardo dell’autore. Quattro presunti familiari è un libro solido e convincente, consigliato ai lettori di Mencarelli e a chi cerca thriller capaci di parlare della vita vera, delle sue zone d’ombra e delle ferite che non smettono di fare male.
Dallo stesso autore: La casa degli Sguardi
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