Rental Family- Nelle Vite degli Altri è un film del 2025 diretto da Hikari Sceneggiatura: Hikari, Stephen Blahut, Cast: Brendan Fraser, Takehiro Hira, Mari Yamamoto, Shannon Mahina Gorman, Akira Emoto.
Trama
Philip Vandarpleog (Brendan Fraser) è un attore americano che vive a Tokyo da quasi dieci anni. La sua carriera è al capolinea, i soldi scarseggiano e la solitudine pesa più del previsto. La svolta arriva quando viene assunto dalla Rental Family, un’agenzia giapponese che “affitta” persone per ricoprire ruoli specifici nella vita degli altri: un parente a un funerale, un amico per non sentirsi soli, un supporto emotivo nei momenti più delicati.
Quello che nasce come un semplice lavoro per tirare avanti diventa presto un viaggio umano profondo, che costringerà Philip a fare i conti con i propri fallimenti e a riscoprire il valore terapeutico della connessione tra le persone.

Recensione
L’Oriente — e il Giappone in particolare — è un mondo che procede su binari paralleli ai nostri. Tradizioni, codici sociali, persino il modo di affrontare il dolore seguono logiche lontanissime da quelle occidentali. Rental Family, presentato in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma 2025, prende di petto uno dei nodi più delicati di quella cultura: il disagio mentale, ancora oggi vissuto come un’onta da nascondere più che come un problema da affrontare.
In questo contesto, l’idea di un’azienda che affitta persone non è fantascienza, ma una soluzione pratica per salvare la facciata sociale. Meglio pagare qualcuno che chiedere aiuto. Meglio recitare una normalità che ammettere una fragilità.
Brendan Fraser è semplicemente magistrale. Il suo Philip è un attore in declino che viene inizialmente ingaggiato per interpretare l’americano triste a un funerale. Un ruolo minore, quasi grottesco, che però apre la porta a un mondo inatteso: uomini e donne pagati per ascoltare, per esserci, per fingere di essere qualcuno di importante nella vita altrui.
Ed è qui che il film trova la sua chiave più interessante. Se per noi recitare significa essere altro, in Rental Family diventa un atto di utilità sociale. Un mestiere emotivo. Un modo per aiutare chi non riesce a chiedere aiuto.

Le storie che Philip attraversa sono delicate e potenti: una bambina che cerca un padre, un anziano attore affetto da Alzheimer per cui diventa giornalista e compagno di un ultimo viaggio, persone che non vogliono soluzioni ma solo qualcuno disposto ad ascoltare. In questo percorso, Philip trova una nuova consapevolezza di sé, così forte da portarlo a rinunciare a ruoli professionali veri Perché questo nuovo modo di essere attore — un uomo di famiglia involontario — gli sembra finalmente utile, concreto, reale.
Rental Family è una commedia agrodolce, a tratti buffa e sorprendentemente poetica, ma soprattutto profondamente commovente. Un film che mette in dialogo Oriente e Occidente su un bisogno universale: essere visti, ascoltati, sostenuti.
In un mondo che corre senza fermarsi mai, Hikari ci ricorda una cosa semplicissima e potentissima: avere qualcuno che ti ascolta può davvero salvarti la vita.



























